21) Grossman. La fede nel bisturi.
Vasilij Grossman (1905-1964) dapprima scrittore sovietico,
cominci poi a pubblicare per l'editoria clandestina (samisdat)
subendo la repressione del potere. Delle sue opere ricordiamo Vita
e destino, grandioso affresco sulla battaglia di Stalingrado,
sequestrato dalla polizia politica e poi ricomparso
improvvisamente anni dopo la morte dell'autore, e Tutto scorre...,
che rimane anche il suo testamento spirituale, di cui consigliamo
la lettura delle pagine sullo sterminio dei kulaki. Il
titolodell'opera, vagamente eracliteo, si riferisce soprattutto ai
treni che, andando in tutte le direzioni, portano gli uomini ai
tanti lager della grande Russia..
In questa lettura egli afferma che fra gli intellettuali
rivoluzionari russi dell'Ottocento vi erano anche coloro che
avevano la fede nel bisturi, cio nella violenza mirata,
selettiva, finalizzata all'eliminazione del male dalla societ.
[Paolo Pestel', guida intellettuale dei decabristi, fu condannato
a morte dallo zar Nicola I; Necaev era un discepolo di Bakunin e
ad un episodio che lo vide protagonista si ispir Dostoevskij
nella stesura de I Demoni].
V. Grossman, Vsi teciot [Tutto scorre... 1970].

 Nel corso della storia del movimento rivoluzionario russo,
elementi d'amore verso il popolo - presenti in molti intellettuali
rivoluzionari russi, la cui mitezza e disposizione alla sofferenza
si direbbe non trovino l'eguale dai tempi del primo cristianesimo
- si mescolarono ad elementi diametralmente opposti, anch'essi
presenti in molti rivoluzionari riformatori russi: il disprezzo e
l'inflessibilit verso la sofferenza umana, il culto del principio
astratto, la ferma volont di sterminare non solo i nemici, ma
anche i compagni di causa, se appena appena si fossero allontanati
anche solo di uno scrupolo dalla interpretazione di quei princpi
astratti. La settaria costanza nel perseguire lo scopo, la pronta
disposizione a soffocare la libert oggi esistente per una libert
immaginaria, a distruggere i princpi morali quotidiani per quelli
a venire, si manifestarono con evidenza nel carattere di Pestel'
come in quello di Bakunin e di Necaev, cos come in alcuni
concetti ed azioni dei populisti.
No, non solo l'amore, non solamente la partecipazione all'altrui
sofferenza spingevano uomini simili sulla strada della
rivoluzione. Le scaturigini di quei caratteri si nascondono
lontano, ben lontano nelle viscere millenarie della Russia.
Caratteri simili esistevano gi nei secoli precedenti, ma il
ventesimo secolo li ha spinti fuori dalle quinte, sulla ribalta
della vita.
Un carattere cosiffatto si comporta in mezzo all'umanit come il
chirurgo nei reparti di una clinica. L'interesse che dimostra per
i malati, per i loro padri, per le mogli, le madri, le sue
burlette e le sue discussioni, la sua lotta in favore
dell'infanzia abbandonata e la sua sollecitudine verso gli operai
giunti in et pensionabile - sono tutte cose da nulla,
sciocchezze, esteriorit. L'animo suo sta nel bisturi.
L'essenza di uomini simili risiede nella loro fanatica fede
nell'onnipotenza del bisturi. Quel bisturi  il grande teorico, il
leader filosofico del ventesimo secolo.
V. Grossman, Tutto scorre..., Adelphi, Milano, 1987, pagine 185-
186.
